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Generalità

IoT è l'acronomo inglese per "Internet of Things", tradotto in italiano vuol dire "Internet delle Cose". Fino ad alcuni anni fa l'accesso ad internet era esclusivamente limitato a sistemi di calcolo quali Servers, PC, Strumentazione di grosse dimensioni, ecc., inlotre la connessione raramente avveniva senza la presenza e la supervisione di persone.

Lo sviluppo tecnologico e commerciale dei cellulari, che oggi chiamiamo smartphones, ha prodotto una serie di effetti che possiamo riassumere in questi semplici punti:

  1. drastica riduzione dei costi dei componenti e delle tecnologie in generale;
  2. maggiore efficienza energetica;
  3. diffuzione di reti dati a larga banda;
  4. diffusione ed accesso al cloud;

Questi a loro volta hanno comportato, quasi come effetto collaterale, la possibilità di connettere alla rete anche dispositivi semplici, autonomi (indipendentemente dalla presenza umana), economici.
La natura e la tipologia di questi oggetti, in grado di scambiare informazioni, sono tra le può varie e disparate, ogni tentativo di classificarli tutti, o di definire delle categorie complete, fallisce per la numerosità e la varietà degli elementi. Giorno dopo giorno, le possibili applicazioni aumentano in numero e spesso stupiscono per la loro originalità e l'utilità. Praticamente ogni oggetto potrebbe essere connesso in rete, perfino la tastiera che sto usando in questo momento ed indipendentemente dal PC cui essa è collegata. Essa potrebbe registrare la velocità con la quale scrivo, oppure la pressione che esercito sui tasti, quante volte mi fermo a pensare, e quante volte mi distraggo per fare cose diverse. Anche la lampada sulla mia scrivania potrebbe acquisire dati su quando viene accesa, per quanto tempo, se la oriento spesso, se vado via dimenticando di spegnerla, ecc, ecc. Se consideriamo che acquisire dati, trasmetterli in rete e registrarli ha un costo molto basso, allora è chiaro che fare questo passaggio, ossia trasformare un oggetto qualsiasi in un oggetto connesso, si può fare e potrebbe essere di una certa utilità, soprattutto se tali oggetti producono davvero dati utili che possono essere usati per attivare dei servizi e, in definitiva, migliorare la nostra vita.
A parte la mia tastiera e la mia lampada che possono anche rimanere senza internet, sicuramente esistono settori applicativi nei quali la connessione rappresenta un fattore molto importante, non posso non elencarne qualcuno, in modo che si possano intuire i vantaggi derivanti da queste tecnologie:

  • salute;
  • medicina;
  • sicurezza;
  • ambiente;
  • mobilità;
  • energia (ed efficienza energetica);
  • industria;
  • commercio;
  • mobilità;
  • casa (home automation);

Un video può aiutarci a capire meglio: [1]

Acquisire e registrare dati da una quantità smisurata di oggetti comporta la necessità di uno spazio di memoria eltrettanto grande. La disponibilità di memorie di massa di tali dimensioni è assicurata, per ora, dalle tecnologie che vanno sotto il nome generico di "cloud". Con questa parola, forse volutamente un po' "nuvolosa", si celano i sistemi di registrazione dati di grandi centri noti come "data farm" in grado di offrire, come servizio, la registrazione di notevoli quantità di dati. Gli stessi centri offrono anche la possibilità di utilizzare applicazioni per il trattamento e l'analisi dei dati.
IoT non potrebbe esistere se non fosse possibile accumulare ed analizzare l'eorme quantità di dati che innumerevoli oggetti producono.

Sviluppo industriale Lo sviluppo di IoT nel nostro paese è stato molto significativo. Pare che nel 2017 il mercato relativo all'IoT abbia avuto un incremento di oltre il 30%, tuttavia, la vendita di prodotti, di applicazioni e di servizi è stata ad appannaggio esclusivamente di multinazionali non italiane. Le start-up, che hanno avuto come target questo settore, in italia si possono contare usando solo due cifre. I capitali investiti sono minimi, anzi trascurabili. In pratica lo sviluppo industriale in questo settore è assolutamente limitato.
Il Politecnico di Milano registra e descrive questa situazione che vede gli Stati Uniti capofila come realtyà imprenditoriali e capitali investiti ed l'Europa, ma soprattutto l'Italia, molto poco reattive.
Un articolo interessante de "Il Sole 24 Ore", che riporta la situazione attuale: [2]